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Si chiama “IL BUIO È SERVITO Tour…Il gusto non ha bisogno della vista” ed è la settimana per esplorare l’universo sensoriale dei disabili visivi.

L’evento in programma al parco commerciale Centro Sicilia e sostenuto dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catania (UICI) e dal Comune di Misterbianco prenderà il via sabato 16 marzo e si concluderà il 23 marzo con un vero e proprio ‘pranzo al buio’ di beneficienza che servirà a sostenere le iniziative dell’UICI.

L’attività, ogni giorno, coinvolgerà non solo la clientela del parco commerciale, ma anche i ragazzi delle scuole di Misterbianco che parteciperanno alle ‘merende al buio’: tutte le mattine gli studenti indosseranno una mascherina oscurante e consumeranno la merenda vivendo così una esperienza sensoriale diversa. L’attività sarà replicata nel pomeriggio per i giovani clienti del Centro Sicilia.

Sarà ancora più avvincente ed emozionante l’esperienza del ‘pranzo al buio’ –  in programma sabato 23 marzo a partire dalle ore 12 –  che vedrà coinvolti cinque ragazzi con disabilità visiva che serviranno ai tavoli clienti che a loro volta saranno bendati. I partecipanti comprenderanno come l’olfatto e il gusto aiutino a distinguere le pietanze e, grazie a udito e tatto, la mente sia in grado di elaborare e memorizzare le posizioni di sala, tavolo, cose e persone.

Il ricavato del pranzo sarà interamente devoluto all’UICI di Catania.

Per tutta la settimana sono in programma altre attività dedicate che coinvolgeranno tutti, a partire dallo showdown: una sorta di pingpong misto a biliardino che si gioca con una palla sonora e che sta già appassionando tanti sportivi. Ma ci sarà spazio anche per le nuove tecnologie riservate ai disabili visivi, come le applicazioni per gli smartphone di ultima generazione o il materiale didattico e di uso quotidiano tattile e informatico disponibile negli spazi espositivi del Centro Sicilia.

“Non è una iniziativa come tutte le altre perché punta ad allargare l’orizzonte emotivo di ciascuno. L’auspicio è quello di assistere ad una partecipazione numerosa per contribuire alla causa dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catania che ogni giorno supporta tantissime persone”, dice Giuseppe Bella, direttore del parco commerciale Centro Sicilia.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla Presidente dell’UICI di Catania, Rita Puglisi: “Siamo felici di una iniziativa così significativa per tutta la cittadinanza e in particolare per i ciechi e per gli ipovedenti della nostra città metropolitana perché crediamo che la sensibilizzazione sulla tematica della disabilità visiva più che di parole ha bisogno di incontro e di rapporti nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni: scuola, lavoro, svago”.   

L’evento è organizzato nel rigoroso rispetto delle prescrizioni organizzative finalizzate alla più ampia tutela della sicurezza di tutti i partecipanti.

Per tutte le informazioni e per prendere parte alle attività occorre consultare i canali social del Centro Sicilia.

 

 

 

 

In occasione della ricorrenza della Festa della donna, venerdì 8 marzo 2019, nello splendido salone del Polo Tattile Multimediale in via Etnea 602 a Catania si è svolto l’incontro Donne, disabilità e lavoro organizzato dalla Sezione Territoriale dell’UICI di Catania con la Stamperia Regionale Braille di Catania insieme all’Assessorato alla Pubblica Istruzione, Attività e Beni Culturali, Pari Opportunità e Grandi Eventi del Comune di Catania.

Introduce la giornata la lettura di un brano di un sacerdote di Pax Christi sulla discriminazione sulle donne letto da Tiziana Gilletto, attrice e performer.

La moderatrice, Sarah Donzuso, fornisce alcuni dati sulla situazione lavorativa delle donne e delle donne disabili in particolare (relativi all’ingresso nel mondo del lavoro, alle opportunità, alla discriminazione a parità di titoli), dà quindi la parola al Sindaco di Catania, Salvo Pogliese.

Il Sindaco Pogliese sottolinea l’importanza della data dell’8 marzo e assicura che impegno e attenzione per le tematiche riguardanti le donne sono centrali per la sua Amministrazione potendo contare peraltro su una Giunta giovane e dinamica che lavora con serietà e senso di responsabilità anche nel momento di crisi che la città di Catania sta attraversando per assicurare il giusto clima nel contesto lavorativo alle donne che danno prova di efficienza e sono una risorsa che non può essere perduta. Il Comune ha aderito con delibera dell’1marzo u.s. al secondo Manifesto dei diritti delle ragazze e delle donne disabili con un Atto di indirizzo. Infine esprime gratitudine all’UICI e ringrazia la Presidente Rita Puglisi per ciò che viene fatto sottolineando che è proprio nei momenti di crisi che la fiducia è determinante.

Il microfono passa quindi all’Assessore alla Pubblica Istruzione, Attività e Beni Culturali, Pari Opportunità e Grandi Eventi del Comune di Catania, Barbara Mirabella. L’Assessore Mirabella pone l’attenzione sul fatto che importante e determinante è la condivisione delle esperienze per la raccolta di istanze, critiche, input. Assicura che il suo lavoro e quello di tutta l’Amministrazione è volto a rendere meno “imbarazzante” Catania, città dalle grandi risorse che in questo momento sta vivendo un periodo difficile in cui finiscono per emergere forme di violenza di ogni genere. Nonostante il dissesto però la guardia rimane alta. Queste sono state le sue parole a conclusione dell’intervento: “I pensieri ce li mettiamo in testa ogni giorno e facciamo in modo che proseguano”, cioè non si tralascia nessuna istanza, non si trascura nessuna proposta, le idee ci sono e l’impegno è che trovino le gambe per camminare e per diventare azioni. Ha quindi ringraziato l’UICI di Catania e la Presidente Puglisi per gli input che forniscono.

La parola passa all’Assessore ai Servizi Sociali e Politiche per la Famiglia del Comune di Catania, Giuseppe Lombardo, che mette l’accento sulla valenza simbolica, di festa, di riflessione della giornata dell’8 marzo per prendere coscienza e fare memoria della lotta femminista per conquiste sociali, economiche e politiche. Denuncia le inadempienze rispetto alla legge 68/97, auspica che in misura sempre maggiore siano avviati percorsi nelle scuole sulla tematica della violenza sulle donne, ricorda il problema del “Dopo di noi” rinnovando l’impegno del Comune per i disabili al di là del dissesto economico.

La parola passa a Linda Legname, Componente della Direzione Nazionale UICI e delegata del Presidente Nazionale UICI, Mario Barbuto. La Dirigente UICI si dice felice di essere presente all’incontro che affronta una tematica di così alto valore sociale e politico e avvia il collegamento in diretta con Slash Radio. L’Assessore Mirabella collega la diretta di Slash Radio alla pagina facebook del suo Assessorato. Linda Legname legge il messaggio del Presidente Nazionale UICI, Mario Barbuto, che include i saluti e una riflessione sulla tematica dell’incontro soffermandosi sul dato della discriminazione e della violenza che ancora colpiscono le donne e le donne disabili in particolare privandole del giusto riconoscimento che meriterebbero sia come persone che come lavoratrici.

Il Presidente della Stamperia Regionale Braille di Catania e del Consiglio Regionale UICI Siciliano, Gaetano Minincleri, porge un saluto e tributa alle donne il riconoscimento per la loro capacità di fare opera di convinzione e di incidere sulla volontà degli uomini riuscendo spesso ad influenzarli per il meglio.

Si conclude a questo punto il collegamento con Slash Radio e la moderatrice, Sarah Donzuso, passa il microfono al Presidente della Commissione Servizi Sociali del Comune di Catania, Seby Anastasi. Anastasi rileva che nel clima di deriva morale che l’Italia sta vivendo spesso si sentono commenti sessisti e la disabilità sembra sparita dall’agenda nazionale. L’impegno del Comune di Catania è quello di non far toccare le già esigue risorse destinate al sociale.

La moderatrice dà la parola alla Presidente UICI di Catania, Rita Puglisi, che sottolinea il ruolo dell’UICI nella collettività anche nell’ambito delle pari opportunità per le donne e in generale per le fasce più deboli. Nel pomeriggio sono infatti previste 10 visite nell’Ambulatorio di prevenzione oftalmologica pediatrica della Sezione Territoriale UICI di Catania per bambine siriane e donne somale seguite dal Centro Astalli di Catania. La Presidente ha quindi invitato al tavolo Jenny Leotta, giovane socia autrice del libro È una vita che ti sto aspettando, e parla di resilienza, perché le donne devono sempre volgere a proprio favore situazioni che sono spesso del tutto sfavorevoli, devono imparare già da bambine a fare i conti con frustrazioni, discriminazione, sottovalutazione. Tutto questo avviene in ogni ambito di vita e in particolare nel lavoro, settore in cui, se non sempre, molto spesso i successi e gli avanzamenti di carriera di una donna sono attribuiti più al fatto di essere l’amante di qualcuno che a professionalità, preparazione, doti personali. La Presidente Puglisi si augura e augura a Jenny che la scrittura possa diventare per lei un lavoro.

Il Sindaco, i due Assessori e il Presidente della Commissione Servizi Sociali del Comune di Catania vanno via perché devono presenziare ad altre manifestazioni, salutano perciò le persone sedute al tavolo e il pubblico intervenuto.

Viene quindi presentato da Anna Buccheri il libro di Jenny Leotta, È una vita che ti sto aspettando, pubblicato da Youcanprint lo scorso febbraio. Si tratta di un romanzo rosa che rispetta i canoni del genere per quanto riguarda la struttura e la storia rivisitandoli però in chiave contemporanea nel linguaggio e nell’ambientazione. Il libro ha la freschezza tipica delle opere prime; è sincero e vero, emozionante e tenero. Viene chiesto all’autrice se pensa di continuare a scrivere. Jenny Leotta risponde di non sapere se scriverà ancora, ma non pensava di scrivere nemmeno questo libro. Non ci ha creduto finché non ha tenuto tra le mani il volume, materializzazione di quello che aveva scritto al computer. Ha ringraziato la Presidente UICI Puglisi per aver creduto in lei e averle dato la possibilità di presentarlo in occasione dell’8 marzo, ringraziamenti e gratitudine ha rivolto anche a familiari e amici.

È stato un momento molto emozionante e coinvolgente, in cui le parole del libro hanno fatto da cassa di risonanza per sentimenti che ognuno ha nel cuore.

La moderatrice, Sarah Donzuso, ha invitato al tavolo Simonetta Cormaci, Referente per le questioni di genere della Sezione UICI di Catania, per fare il punto sul Manifesto dei diritti delle ragazze e delle donne disabili che aveva presentato l’anno scorso in occasione della Festa della donna.  Il Manifesto è stato scritto da donne disabili e quindi racconta dall’interno la doppia discriminazione alla quale vanno incontro le donne disabili che perciò devono avere più ostinazione e più tenacia. Nel Manifesto si esaminano tutti i campi dell’esistenza. Un particolare spazio è riservato al lavoro, perché il lavoro è fondamentale per la dignità della persona. Tutti devono essere sullo stesso piano, devono poter fare il lavoro che vorrebbero fare e non un lavoro qualsiasi, non accontentandosi di una formazione poco qualificante o limitata. I ritmi del lavoro sono come quelli della politica, costringono le donne a sostenere una fatica maggiore perché caricate anche di compiti di cura che ancora oggi sono per lo più di pertinenza delle donne. Le donne disabili sono sovraesposte alla violenza e alla discriminazione, si dimentica che sono soggetti con pari dignità, portatrici di esperienza e di umanità, capaci di risolvere problemi e di collaborare. È necessaria una maggiore consapevolezza non solo delle donne stesse, ma anche degli uomini.

La moderatrice saluta tra gli intervenuti in sala: il vice-Presidente UICI di Catania, Antonio Stoccato; la Presidente di Terziario Donna Catania, Matilde Cifali; il Segretario Generale UGL Catania, Giovanni Musumeci. Chiede quindi se qualcuno vuole parlare.

Segue un breve dibattito da cui emerge la difficoltà di trovare lavoro per le persone con disabilità, anche se qualche risultato positivo si va registrando come testimonia la Dirigente Nazionale UICI Linda Legname ricordando l’inserimento due anni fa di un ragazzo con Sindrome di Down in una pizzeria.

La moderatrice, Sarah Donzuso, a conclusione dell’incontro, restituisce la parola alla Presidente UICI di Catania Rita Puglisi per un’ultima riflessione. La Presidente svolge una considerazione sul fatto che in un ambiente maschile essere donna non è ancora oggi facile, nel quotidiano sono frequenti violenze verbali e intimidazioni che deludono le donne, le demoralizzano e le intristiscono, invece uomini e donne dovrebbero stare fianco a fianco: il diverso è bello perché si compensa.

Si chiude così una mattinata che ha coniugato la serietà e l’ampiezza degli argomenti affrontati con la disponibilità all’ascolto, con il rispetto dei ruoli e delle posizioni, lasciando il giusto spazio alla passione che deve sempre animare e sostenere le battaglie civili e politiche, intendendo per politica la partecipazione consapevole, matura e responsabile alla vita sociale.

A tutti i partecipanti (relatori, intervenuti, pubblico) sono stati offerti tulipani. Il tulipano è un fiore semplice, coloratissimo, elegante che, a seconda del colore, esprime passione, attenzione, buon auspicio, perdono. È un simbolo e richiede cura e rispetto per sé e per ciò che rappresenta, cura e rispetto che ha richiamato e rivendicato la Dirigente Nazionale UICI Linda Legname.

Venerdì 05 aprile 2019, alle ore 15.00 in prima e alle ore 16.00 in seconda convocazione, avrà luogo a Catania, presso la sede sociale della Sezione Provinciale UICI di Catania, sita a Catania in via Louis Braille n. 6, l’Assemblea ordinaria dei soci di questa Sezione Provinciale per svolgere il seguente ordine del giorno:

La Sezione Territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) di Catania e l’Istituto Comprensivo “Alessio Narbone” di Caltagirone il 21 febbraio 2019 hanno presentato a Caltagirone la XII Giornata Nazionale del Braille.

Il DS dell’IC “Narbone”, sede della manifestazione, prof. Francesco Pignataro, ha così sintetizzato la giornata che ha giudicato ricca di sollecitazioni non tanto sul piano della ricorrenza, quanto su quello della comunicazione di istanze, di bisogni e di rischi di nuove marginalità legate non solo alla disabilità visiva, ma a tutte le forme di diversità. Ha sottolineato la necessità che il mondo della scuola si impegni per migliorare le competenze dell’insegnante specializzato per quanto riguarda la conoscenza del Braille. La sintesi vocale infatti non può diventare alternativa all’utilizzo del Braille, in quanto si tratta di due canali diversi e integrabili, e la dimensione tattile del Braille dal punto di vista cognitivo determina processi simili alla scrittura dell’alfabeto per i vedenti. Un altro impegno della scuola, a costo zero, deve riguardare l’anticipazione della data di adozione dei libri di testo allo scopo di favorire, in termini di tempi, la trascrizione dei testi adottati in Braille, considerato che occorrono mediamente circa quattro mesi per le operazioni di transcodificazione. Inoltre ha registrato la graduale latitanza delle istituzioni che stanno lasciando al privato sociale e alle imprese la gestione delle problematiche relative alla disabilità, contravvenendo non solo a quanto previsto dalla Costituzione, ma al bisogno di inclusività, sempre più messa in crisi dalle spinte economicistiche ed individualistiche della globalizzazione. Infine ha rivolto un ringraziamento alla prof.ssa Puglisi, Presidente della sezione UICI di Catania, il cui impegno e entusiasmo costanti animano una realtà associativa capace di proficue collaborazioni e di ruoli di supplenza, rispetto alla latitanza di soggetti obbligati dalle norme, nell’ottica di una promozione culturale e sociale dei disabili visivi perché la disabilità non sia più considerata un problema, ma una opportunità.

Il vice-Presidente della sezione UICI di Catania, dott. Antonio Stoccato, calatino molto attivo sul territorio, ha dato il benvenuto alla XII Giornata Nazionale del Braille e ringraziato il DS prof. Pignataro sempre disponibile. Infatti non è stata questa la prima volta che ci si è trovati insieme in una iniziativa. Già in passato c’è stata una proficua collaborazione, come in occasione della visita alla Sala Multisensoriale (con la Presidente UICI di Catania prof.ssa Rita Puglisi e il Responsabile del Centro Di Consulenza Tiflodidattica di Catania dott. Nando Sutera) e dell’impiego dell’Unità mobile per lo screening (era in piazza Municipio, ma a scuola si è fatta sensibilizzazione con gli studenti). Ringraziamenti sono stati rivolti anche a Associazioni, Amici, Soci e Socie UICI presenti. La scelta di Caltagirone come sede per celebrare la XII Giornata Nazionale del Braille ha espresso l’impegno e la volontà della Presidente e del Consiglio UICI di Catania di valorizzare tutto il territorio. Caltagirone peraltro vanta una collaborazione storica e si caratterizza per un particolare dinamismo dei Soci e delle Socie e per l’offerta e la continuità di prestazione dei servizi. L’IC “Narbone” di Caltagirone lavora per la promozione, l’uguaglianza e le pari opportunità per tutti. L’UICI di Catania vuole essere parte attiva nella comunità, sul territorio e nella società civile. Messi nelle condizioni opportune i disabili visivi vogliono battersi e si battono per essere parte attiva. L’approccio alla diversità deve prescindere dalla disabilità, bisogna guardare alla persona e non al deficit/alla differenza, e riconoscere il valore della relazione/dell’essere.  

Il Responsabile del Centro Di Consulenza Tiflodidattica di Catania, dott. Nando Sutera, ha svolto la prima relazione prevista, dal titolo Il Braille nell’era digitale, che ha posto l’accento sul Braille come risultato di un percorso di apprendimenti, di strategie e di competenze da sviluppare già a partire dalla scuola dell'infanzia. Il dott. Sutera ha sottolineato che i bambini con disabilità visiva arrivano alla scuola primaria (prima classe) con capacità tattili, aptiche, ecc. poco sviluppate e organizzate, e il Braille concorre allo sviluppo, all’affinamento e allo strutturarsi di tali capacità essendo peraltro l’unico e vero sistema di letto-scrittura per i bambini non vedenti. Un secondo importante elemento evidenziato ha riguardato la tifloinformatica. Non c’è conflittualità tra il Braille e la tecnologia informatica. Dopo l’apprendimento del Braille è un ottimo supporto infatti anche il computer che non richiede inizialmente nemmeno l’acquisto di software e hardware, ma l’utilizzo di risorse libere. È necessaria invece un’adeguata preparazione per insegnanti e assistenti all’autonomia e alla comunicazione. Infine una riflessione è stata dedicata all’utilizzo di sintesi vocale e di display Braille in termini di integrazione o di esclusività dei due sistemi, scelta che dipende da fattori specifici come la tipologia delle discipline. 

La Responsabile della Sala Multisensoriale dell’IC “Narbone”, prof.ssa Giusi Sestina, ha curato la seconda relazione in programma, L’approccio Snoezelen come proposta di integrazione multisensoriale, partendo dal dato che l’ambiente influenza l’uomo e l’uomo influenza l’ambiente. Gli stimoli creano connessioni interneuronali che favoriscono il “Colloquio Neuronale”, aumentando l’attività cosciente. Le sensazioni provenienti dall’ambiente arrivano attraverso gli organi sensoriali il cui sviluppo inizia nel grembo materno. Le informazioni ambientali, attraverso gli organi di senso, giungono al cervello dove vengono elaborate e integrate alle esperienze, alle conoscenze e alle informazioni già possedute e organizzate in risposte funzionali ed efficaci, adattive alle richieste dell’ambiente. Questo processo percettivo prende il nome di Integrazione Sensoriale. A questo punto la domanda è: L’approccio Snoezelen, che è alla base della Sala Multisensoriale, in che modo può intervenire sullo sviluppo dell’integrazione sensoriale? Il termine Snoezelen deriva dalla contrazione di due verbi olandesi: Snuffelen (cercare fuori, esplorare) e Doezelen (rilassarsi, sonnecchiare); quindi il suo significato è: rilassarsi attraverso l’esplorazione dell’ambiente. L’approccio Snoezelen nasce negli anni Settanta in Olanda. La Sala Snoezelen di Caltagirone è uno spazio accogliente, fatto di luci, colori, suoni, immagini, odori, dove è possibile ristabilire il contatto con il proprio corpo, attraverso la sensorialità. Ha l’estensione di circa 150 metri quadri, è dotata di un laboratorio polifunzionale ed è attrezzata con i seguenti dispositivi: tubo a bolle, sedia basculante, fibre ottiche, materasso vibro-acustico, pannello interattivo, luce ultravioletta, ologramma e sistema di proiezione 3D Mapping, che, insieme alle luci soffuse e al movimento dell’acqua, creano un ambiente in grado di rievocare le sensazioni di benessere di un grembo che accoglie, divenendo un rifugio che custodisce e protegge. Snoezelen non è una metodologia, ma una filosofia di accompagnamento, è un approccio fortificante e non direttivo: non è il docente a scegliere, ma l’alunno che, dopo aver esplorato l’ambiente, opera scelte e indica con quale dispositivo vuole interagire. Questo, sul piano dell’autonomia, gli consente di acquisire autostima e lo fa sentire abile. Il primo obiettivo da perseguire è il benessere. Altri obiettivi devono tener conto del contesto specifico in cui è collocata la Sala Snoezelen. La scuola deve occuparsi di educazione e di didattica perseguendo obiettivi che sono esplicitati nel PEI, condivisi con la famiglia e gli specialisti. Fondamentale è il docente che deve avere un comportamento empatico e una predisposizione a mettersi in atteggiamento di ascolto per trovare il canale di accesso al mondo interiore dell’Altro. La comunicazione si sposta su un piano non verbale fatto di sguardi e di contatti. Questa forma di comunicazione non è intenzionale, consapevole, controllabile, ma vera e sincera e arriva al bambino che la restituisce con la stessa sincerità. Nella XII Giornata Nazionale del Braille si parla di disabilità visiva. La Sala Snoezelen può rivelarsi una grande risorsa per favorire lo sviluppo dell’integrazione sensoriale attraverso una serie di esperienze somatiche, coinvolgendo estese superfici recettoriali, vestibolari e propriocettive, uditive, olfattive e gustative al fine di strutturare il sé corporeo e, attraverso il gioco libero e il movimento, le tre dimensioni della persona: dell’autonomia, dell’autodeterminazione e emotiva.

La Pedagogista e Assistente alla comunicazione, dott.ssa Elisabetta Sapuppo, ha rilevato che anche quest’anno la Giornata Nazionale del Braille si è rivelata uno spazio per l’approfondimento e per il confronto fra operatori del settore, ma anche di apertura verso realtà altre che costituiscono un prezioso arricchimento per tutti. La Sala Multisensoriale con approccio Snoezelen dell’IC “Narbone” di Caltagirone ha consentito a tutti i partecipanti di sperimentare appieno le potenzialità inclusive delle proposte multisensoriali rivolte a soggetti con caratteristiche variegate. In tal senso, l’illustrazione dei progetti sperimentati con soggetti con disabilità multiple evidenzia e conferma la consapevolezza che, solo in un’ottica di inclusività, possono essere soddisfatte le contemporanee esigenze di accoglienza, di stimolazione e di socialità che servono alla crescita dei bambini e dei ragazzi. Coerentemente con questi principi di base, la proposta educativa multisensoriale, digitalizzata o pragmatica, soddisfa il bisogno di ciascuno senza tralasciare la promozione dell’incontro con altro da Sé.

Flavio che frequenta la quarta classe della scuola primaria ha dato dimostrazione pratica di come si lavora al computer in piena autonomia per le attività di studio con un’efficacia che ha confermato tutte le parole dette, scritte e spese a supporto dei risultati che si possono avere quando Braille e tecnologia si incontrano potenziandosi a vicenda.

Parallelamente, durante tutta la mattinata, si sono svolti tre workshop: screening ortottico e clownterapia per bambini della scuola primaria, attività nella Sala Multisensoriale, Braille e tecnologie informatiche.

A conclusione della giornata la Presidente UICI di Catania, prof.ssa Rita Puglisi, ha ribadito con forza e grande partecipazione emotiva che i disabili visivi non sono numeri, casi, problemi da risolvere. I disabili visivi sono persone: bambini e bambine, ragazzi e ragazze, uomini e donne, anziani. Sono persone con nomi, vite, desideri, ambizioni. Sono membri della società, cittadini al pari degli altri, capaci di dare e di costruire, di creare le condizioni per il proprio e per l’altrui benessere. Tutto questo in un’epoca, la nostra, in cui si rincorre l’efficientismo nella vana e a volte anche presuntuosa pretesa di rispondere a tutte le domande, di collezionare successi, di segnare un’altra vittoria, come se ci trovassimo tutti a giocare ad un ideale tavolo di Risiko piuttosto che a vivere nella realtà di ogni giorno fatta di situazioni e soprattutto di persone. L’efficienza a cui da più parti ci si richiama guarda al prodotto e non al percorso, al progetto, al tempo e agli obiettivi che conducono alla realizzazione di quel prodotto. È invece all’efficacia dell’intervento che bisogna tendere, perché l’efficacia si preoccupa del chi, del cosa, del perché, del metodo, degli strumenti e dei tempi necessari al raggiungimento dell’obiettivo. Ogni puntino Braille ha permesso al disabile visivo di non essere più soggetto passivo, beneficiario di azioni filantropiche, ma di diventare protagonista del proprio apprendimento e artefice del proprio destino. E il Braille, strumento di integrazione e cultura, è un evergreen che non teme la tecnologia, ma la sa incontrare, trovandovi un mezzo di nuove opportunità per bambini e bambine, ragazzi e ragazze, uomini e donne che vogliono essere se stessi con gli altri, con le stesse opportunità, cittadini e cittadine che costruiscono e sanno scommettersi.

 E' convocato per il giorno 28 febbraio 2019, alle ore 16.30, presso la sede della Sezione Territoriale di Catania, sita in via Louis Braille 6, il Consiglio Provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per discutere e deliberare il seguente ordine del giorno:

All’Istituto Gioeni di Catania sabato 2 febbraio 2019 nell’ambito delle iniziative legate al Trofeo Sant’Agata si sono svolte le gare di Showdown valide per il Torneo Regionale Sicilia organizzato dal Gruppo Sportivo Dilettantistico per non vedenti Catania Torball, con il supporto della FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi), del CIP Provinciale di Catania (Comitato Italiano Paralimpico), del CONI Comitato Regionale Sicilia e della Sezione Territoriale UICI di Catania, e con il patrocinio del Comitato per i Festeggiamenti Agatini e del Comune di Catania.

L’edizione 2019 del Trofeo Sant’Agata all’interno dei Festeggiamenti Agatini nella settimana dello sport agatino dal 27 gennaio al 3 febbraio ha visto in campo ben 33 discipline sportive e 8 attività paralimpiche. È stata una grande festa dello sport  in onore della Santa Patrona di Catania, la cui realizzazione è stato il risultato dell’impegno di istituzioni, società sportive e associazioni che ha coinvolto tremila atleti. Il 3 febbraio a Palazzo Platamone c’è stata la premiazione del I classificato in ogni disciplina.

Al Torneo di Showdown erano presenti: l’Assessore allo Sport di Catania Sergio Parisi, il delegato regionale CIP Paolo Puglisi, il delegato provinciale CIP Claudio Pellegrino, il Presidente CONI Sicilia Enzo Fazone, il Consigliere Nazionale Federale FISPIC Santino Di Gregorio, il Delegato Regionale FISPIC Sicilia Giovanni Ciprì, la Presidente UICI di Catania Rita Puglisi.

Il delegato provinciale CIP Claudio Pellegrino ha ringraziato l’organizzazione, ha sottolineato l’importanza di una avveduta politica sportiva, ha mostrato apprezzamento per l’adesione al Torneo di atleti provenienti da tutte le parti della Sicilia.

Alfio Pricoco nella doppia veste di atleta e organizzatore ha ricordato regole e modalità di gioco dello Showdown e ceduto la parola all’Assessore.

L’Assessore allo Sport di Catania Sergio Parisi, che è stato Presidente della società Nuoto Catania e della Federazione nuoto, ha voluto rimarcare la necessità di più ore dedicate allo sport e si è detto davvero felice per il successo del Trofeo Sant’Agata 2019 che ha saputo unire l’amore per lo sport a quello per la Santa Patrona di Catania.

Il delegato regionale del CIP Paolo Puglisi ha evidenziato l’alto livello dei partecipanti per una  festa di Sant’Agata che è stata celebrata anche come sport per atleti normodotati e paralimpici.

La Presidente UICI di Catania Rita Puglisi ha dato risalto al valore dello sport formativo a tutti i livelli (fisico, motorio, relazionale) e all’elemento religioso della festa di Sant’Agata che è stata cornice del Torneo.

Al Torneo Regionale di Showdown della Sicilia hanno partecipato:

  1. Barone Angelo Roberto - ASDC Settecolli Scicli (RG)
  2. Bovino Giuseppe - GSD Catania Torball
  3. Butera Patrizia - GSD UIC Fucà Enna
  4. Calcagno Denise - GSD UIC Fucà Enna
  5. Carrubba Paolo - ASDC Settecolli Scicli (RG)
  6. Cosentino Danilo - ASD Nuovi Orizzonti Siracusa
  7. Dinaro Domenico - GSD UIC Fucà Enna
  8. Drago Gaetano - GSD Catania Torball
  9. Finestrella Pietro - GSD Catania Torball
  10. Fiorenza Antonino - GSD UIC Fucà Enna
  11. Giunta Damiano - ASD Nuovi Orizzonti Siracusa
  12. Ingarao Ernesto - GSD UIC Fucà Enna
  13. Lombardo Giuseppe - ASD Augusta No.Ve.
  14. Matarazzo Antonino - GSD UIC Fucà Enna
  15. Mosquera Rámirez Bryan - ASD Nuovi Orizzonti Siracusa
  16. Papa Luciano - ASD Nuovi Orizzonti Siracusa
  17. Papavero Lucio - GSD Catania Torball
  18. Patania Sebastiano - ASD Augusta No.Ve.
  19. Pricoco Alfio - GSD Catania Torball
  20. Siciliano Giuseppe - ASD Virtus UICI Caltanissetta
  21. Trovato Giovanni - ASDC Settecolli Scicli (RG)

Si tratta di atleti di lunga esperienza e di nuove leve come Dinaro e Finestrella che hanno cominciato da poco, ma sono già in finale. Presenti anche Maria Patanè, supporto tecnico del GSD Catania Torball e Adriana Marta Zocco, allenatore del GSD UIC Fucà Enna. Hanno arbitrato i Signori Danilo Carrubba e Salvatore Palermo.

Partite e gioco hanno avuto come caratteristiche velocità, attenzione, potenza, riflessi e udito allerta in una bella atmosfera di vero spirito sportivo, di sano agonismo, in cui tutti si complimentano con tutti. Molti sono stati i gol segnati.

La finale per le prime otto posizioni ha visto contrapporsi i seguenti atleti:

VII-VIII posto: Alfio Pricoco-Paolo Carrubba

V-VI posto: Antonio Fiorenza-Bryan Rámirez Mosquera

III-IV posto: Giuseppe Bovino-Domenico Dinaro

I-II posto: Gaetano Drago-Pietro Finestrella.

La Classifica finale è stata la seguente:

I Pietro Finestrella

II Gaetano Drago

III Giuseppe Bovino

IV Domenico Dinaro

V Bryan Rámirez Mosquera

VI Antonio Fiorenza

VII Alfio Pricoco

VIII Paolo Carrubba

Coppe per i primi tre classificati, medaglie per tutti i partecipanti, targhe per i due arbitri sono state offerte dalla Sezione Territoriale UICI di Catania.

La Presidente UICI Rita Puglisi era davvero commossa per la vittoria di Pietro Finestrella perché lo ricordava bambino e lo ha ritrovato giovane atleta promettente che misurandosi con Gaetano Drago ha raccolto una staffetta ideale di continuità in una tradizione di gioco che a Catania ha già due generazioni che si confrontano e conquistano le tre posizioni del podio confermandosi leader in Sicilia nella disciplina dello Showdown.    

 E' convocato per il giorno 09 febbraio 2019, alle ore 9.00, presso la sede della Sezione Territoriale di Catania, sita in via Louis Braille 6, il Consiglio Provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per discutere e deliberare il seguente ordine del giorno:

Il Natale della Sezione Territoriale UICI di Catania è stato molto ricco di eventi. Tra questi un posto particolare ha avuto l’incontro con il Cantastorie di Riposto (paese della provincia di Catania) Luigi Di Pino che ha aperto le manifestazioni il 18 dicembre.

Il Maestro Di Pino è conosciuto come il Cantastorie del XXI secolo, ha cantato con altri artisti siciliani il 15 settembre 2018 per Papa Francesco, è un artista completo com’è nella tradizione dei Cantastorie che sfruttano tutte le principali forme di comunicazione artistica (pittura, poesia, musica e teatro), tiene conferenze e sviluppa concerti-conferenze, ha ricevuto moltissimi premi come riconoscimento della sua arte e della disponibilità dimostrata nell’ambito della solidarietà sociale, gli sono state dedicate tre tesi di laurea (due presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna e una presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Catania), noto a livello nazionale e internazionale insegna Canti e musiche della tradizione a Catania nel Corso di Operatore artistico per la valorizzazione dell’identità siciliana.

Natale è tradizione e in Sicilia la tradizione è incarnata dal cantastorie che con canti e storie riporta l’uditorio indietro nel tempo ricollegandolo ad un modo di sentire e di vivere le cose, i sentimenti, i legami, radicati in ognuno di noi facendo da cassa di risonanza e restituendoci a noi stessi. Così è stato anche nel pomeriggio del 18 dicembre presso l’UICI di Catania, con U cantu i Natali (Il canto di Natale) in 12 quadri e Storia di Sant’Aita (Storia di Sant’Agata) in 9 quadri.

La storia di Giuseppe e Maria che cercano un riparo nella notte, la nascita del Bambino, la ninnananna della Madonna per farlo addormentare, i Re Magi che arrivano seguendo la cometa: il racconto si dipana commovente, pieno di sorprese, emozionante, intimo e familiare, appartiene a quella Famiglia e a tutte le famiglie. E la musica e le canzoni nel dialetto che le rende ancora più vicine e più comprensibili avvolgono come un abbraccio.

Stesse emozioni e grande partecipazione per la storia di Sant’Agata amatissima Patrona della città di Catania, fanciulla bellissima, piena di doti spirituali, insidiata dall’odioso romano che cerca di farla sua in tutti i modi, prima con le buone e poi con le cattive. Agata subisce il martirio, ma non cede e la sua purezza splende di santità.

Alla fine, come segno di ringraziamento la Presidente UICI Rita Puglisi ha consegnato al Maestro Di Pino una fiaba tattile in caratteri ingranditi e in Braille prodotta dalla Stamperia Regionale Braille di Catania guidandolo nella lettura.

Il 19 dicembre la Corale polifonica Vito Patanè, esempio di integrazione riuscita di vedenti e persone con disabilità visiva, diretta da Enza Sciuto e con l’accompagnamento al pianoforte di Giulia Russo si è esibita come ogni anno in un ricco programma di canti della tradizione siciliana e di molti paesi offrendo un viaggio musicale davvero fantastico intorno al mondo.

Il 27 dicembre, appuntamento irrinunciabile: la tombola, gioco simbolo del Natale che riunisce persone di ogni età in un rito sempre uguale e sempre diverso, che fa riscoprire la gioia tutta infantile dell’attesa del numero che può essere quello che farà guadagnare il premio. E il tempo, scandito da ambi/terni/quaterne/cinquine, procede verso la meta tanto ambita della tombola tra risate, esultare e forse qualche piccola delusione. Ciò che importa però è stare insieme, ritrovarsi ancora una volta per scambiarsi auguri e condividere gioia e spensieratezza.

Il 29 dicembre la gita ricreativo-culturale ha avuto come meta Buccheri, paese in provincia di Siracusa posto a 820 metri di altezza. L’altitudine ha assicurato quella purezza dell’aria di cui in città non è più possibile godere con quel tipico “frizzante” del periodo invernale, c’era anche infatti ai bordi delle strade un po’ di ghiaccio. Il centro storico è molto interessante dal punto di vista artistico a cominciare dalle Chiese. L’organizzazione della gita, curata dalla Consigliera Carmen Romeo e dal vice-Presidente Antonio Stoccato della Sezione UICI di Catania, non ha trascurato di prendere contatti con il locale Ufficio turistico che ha messo a disposizione del gruppo due ragazzi del Servizio Civile. Due le Chiese che hanno suscitato maggiore interesse: la Chiesa madre dedicata a Sant’Antonio Abate, ricca di elementi barocchi, mentre la lunga, scenografica e ripida scalinata di oltre 120 scalini è del 1911; la Chiesa di Santa Maria Maddalena, costruita intorno al 1453 e poi distrutta dal terremoto del 1693, riedificata in stile barocco, come testimonia già la splendida facciata del 1708, ha un interno molto luminoso ed è una delle poche chiese, la terza per la precisione, dedicata al culto di Santa Maria Maddalena. Molto interessante e ricco di materiali è il Museo etnografico che ricostruisce la civiltà contadina sia negli aspetti familiari e quotidiani sia per le tecniche e gli attrezzi di lavoro.

Il pranzo consumato presso l’azienda agrituristica La Pineta è stato gustoso, appetitoso e genuino; l’ambiente confortevole, riscaldato dal fuoco acceso nel camino. Molti hanno acquistato prodotti tipici: carne, salsiccia in particolare, biscotti. Sul pullman non sono mancati allegria e scambi di battute sollecitati anche dalla Presidente Rita Puglisi che al microfono ha coinvolto i partecipanti per rendere quello del viaggio un ulteriore momento di incontro perché nessuno possa mai sentirsi isolato o solo, ma al contrario il gruppo sia luogo caldo e accogliente che contiene tutti e ognuno in una condivisione vera.

Infine il 5 gennaio 2019 la tanto attesa Befana dei bambini ha avuto inizio con la lettura animata di un brano tratto da Il piccolo principe per la voce dai mille toni e dalle svariate sfaccettature della logopedista del Centro di riabilitazione visiva della Sezione UICI di Catania, dott.ssa Martina Maglia. Sono seguite attività organizzate dal gruppo Snack Eventi in collaborazione con l’ortottista dott.ssa Serena Cascino del Centro di riabilitazione visiva della Sezione, l’assistente sociale della Sezione dott.ssa Silvia Scordo, la volontaria del Servizio Civile Luana Bertolo: zucchero filato e trucco per tutti i bambini, balli di gruppo, palla avvelenata, giochi con le bolle di sapone, trenino. A conclusione della mattinata, affiancata dalla Consigliera delegata della Sezione, Rosa Lattuga, la Presidente Rita Puglisi ha consegnato le calze della Befana (appese al camino del salone, come è tradizione) e regalini ad ogni singolo bambino presente: con disabilità visiva, ma anche a fratellini e sorelline che hanno partecipato al momento di festa forse più desiderato dai bambini.   

Alla fine di ogni incontro in Sezione non è mai mancato un piccolo rinfresco tipicamente natalizio con panettone, pandoro, dolci e bevande.     

 E' convocato per il giorno 28 dicembre 2018, alle ore 17.00, presso la sede della Sezione Territoriale di Catania, sita in via Louis Braille 6, il Consiglio Provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per discutere e deliberare il seguente ordine del giorno:

Il taglio del nastro 

 

In occasione della Giornata nazionale del cieco che si celebra ogni 13 dicembre per Santa Lucia, la sezione Territoriale UICI di Catania ha organizzato la Cerimonia inaugurale del nuovo Ambulatorio di prevenzione oftalmologica pediatrica. L’Ambulatorio è il frutto di un lavoro di collaborazione avviato da anni ormai con la Clinica Oculistica dell’Università di Catania nella quale si sono formati gli oculisti e gli ortottisti che prestano la loro opera quotidianamente e da tempo all’UICI nell’Ambulatorio di prevenzione delle patologie oculistiche già esistente e nel Centro di riabilitazione attivo anch’esso da anni e della recente convenzione con l’Unità di Oculistica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Il pomeriggio si è aperto con un momento musicale: un quartetto d’archi e un oboista del Liceo Musicale Bellini di Catania, con un intermezzo tutto natalizio con la zampogna; canti di Natale di una seconda classe della scuola primaria del Circolo Didattico di Sant’Agata Li Battiati frequentata da un bambino con disabilità visiva capitanati da una delle maestre e accompagnati dalla DS prof.ssa Patrizia Pittalà.

Il compito di moderare l’incontro è toccato a Sarah Donzuso, giornalista di esperienza e grande sensibilità che ha proceduto ad introdurre gli interventi secondo il seguente ordine:

dott. Mario Barbuto, Presidente Nazionale UICI, che ha esortato a continuare a lavorare nell’ambito della prevenzione unica arma valida per sconfiggere la disabilità visiva perché l’utopia permette di migliorare la realtà e i bambini sono il nostro futuro;

prof. Francesco Bandello, Direttore della Clinica Oculistica dell’Università Vita-Salute Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, che ha ringraziato la Presidente UICI Rita Puglisi per la disponibilità e l’attenzione alla tematica della prevenzione e ha riconosciuto nell’Ambulatorio il segno concreto che dà senso alle attività svolte negli anni mettendo insieme disponibilità e competenze, collaboratori e collaboratrici, in un rapporto costante con la Clinica Oculistica di Catania e il prof. Avitabile, ed ha espresso l’augurio di una collaborazione positiva e serena per realizzare progetti di prevenzione in questo ambito importante e quindi poter tracciare un bilancio di quanto si farà;

prof. Teresio Avitabile, Direttore Clinica Oculistica dell’Università di Catania Ospedale Policlinico-Vittorio Emanuele e Segretario SOI, ha ricordato la collaborazione ormai collaudata con la Sezione Territoriale UICI di Catania la cui Presidente cerca sempre di creare convergenze su progetti e con l’UICI in generale attraverso la SOI (Società Oculisti Italiani), infine ha ribadito la necessità e l’importanza della prevenzione rivolta ai bambini, soggetti più deboli ai quali è terribile dover dire “non c’è niente da fare”;

dott.ssa Monica Stoppani, Consulente specialista per l’oftalmologia pediatrica e strabismo, che ha sottolineato che la collaborazione porta sempre qualcosa di positivo e ha ringraziato tutti coloro che lavorano a Catania per un miglioramento sul territorio specialmente in ambito pediatrico;

prof. Raffaele Falsaperla, Primario Neonatologia e UTIN Santo Bambino di Catania, che ha posto l’attenzione sulla sinergia multidisciplinare e riconoscendo nella collaborazione che si è creata tra Neonatologia, UICI e Clinica Oculistica di Catania e Unità Oculistica del San Raffaele di Milano un esempio virtuoso espressione dell’impegno a collaborare con l’obiettivo comune della diagnosi precoce;

prof.ssa Rita Puglisi, Presidente UICI di Catania, ha espresso soddisfazione per un traguardo che ha richiesto tempo, lavoro di rete e formazione continua e professionalizzante, traguardo perseguito attraverso la collaborazione con la Clinica Oculistica dell’Università di Catania, la convenzione con l’Unità di Oculistica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, il protocollo con la Fondazione Mariani e il sostegno di Neonatologia del Santo Bambino di Catania per un progetto esteso, articolato e ampio che sia anche un’opportunità per la città di Catania in un’ottica di cittadinanza attiva, di responsabilità e di impegno sociale che i disabili visivi vogliono praticare al pari dei loro concittadini, in un ambiente strutturato, pensato e organizzato per essere adeguato e rispondente sia per le famiglie sia per i bambini, accogliente fisicamente (mobili, colori, suppellettili, immagini, giochi, servizi, assenza di barriere architettoniche), in cui si cura la comunicazione (si spiega cosa e perché si fa, chi lo fa e perché lo fa al bambino rendendolo partecipe di un intervento che lo riguarda) usando accortezza e attenzione nel costruire la relazione e un clima di collaborazione perché il rapporto sia “caldo” e non sia freddo, asettico e distaccato.

La moderatrice della serata, dott.ssa Sarah Donzuso, dopo aver registrato la risonanza dell’evento sulla stampa, ha ringraziato alcune delle autorità e delle personalità presenti. Tra queste vanno ricordate:

il prof. Gaetano Minincleri, Presidente UICI Regione Sicilia;

la dott.ssa Linda Legname, Componente Direzione Nazionale UICI;

la dott.ssa Stefania Basile, ortottista che ha agito da facilitatore per la creazione del rapporto con il San Raffaele;

il Presidente della Commissione Servizi Sociali del Comune di Catania, dott. Sebi Anastasi;

l’Assessore al Decentramento, all’Anagrafe e all’Innovazione tecnologica del Comune di Catania, Alessandro Lo Porto, intervenuto in rappresentanza del Sindaco, che ha riconosciuto nell’Ambulatorio un progetto pilota di grande valenza a cui l’Amministrazione comunale esprime vicinanza;

il dott. Claudio Pellegrino, Delegato provinciale CIP e rappresentante Associazione Life onlus;

il Pro-Rettore dell’Ateneo catanese, ch.mo prof. Giancarlo Magnano che ha dato risalto all’importanza dell’iniziativa sotto l’aspetto sociale, medico, culturale e scientifico, e a livello cittadino, dimostrazione che si può superare la difficoltà tutta meridionale di lavorare insieme.

A questo punto si è proceduto al taglio del nastro per l’inaugurazione vera e propria. È seguito un rinfresco che ha dato modo a tutti i convenuti (componente medica, soci e socie, amici, impiegati, consiglieri e garanti) di ritrovarsi tutti insieme in un’atmosfera di festa più informale a cui si è unito anche il Sindaco di Catania, dott. Salvo Pogliese.

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